La Struttura

Il Salone delle Feste

È la sala destinata a matrimoni ed altri eventi di una certa importanza. Può ospitare, sedute, fino a 150 persone  che possono diventare 220 con la sala attigua, la Sala degli Specchi. Questa sala è attrezzata per ospitare meeting e presentazioni aziendali nonché per trasmettere sul maxischermo eventi sportivi.

Il Salone della Pizzeria

È l’ambiente di maggiore superfice (c.a. 245 mq.). Caratterizzato da due enormi colonne e dal vecchio “Strettoio” ospita due forni a legna rotanti e il bancone della Pizzeria. 

Vi  si sono svolti eventi con 300 persone sedute.

Gli esterni

L’edificio è circondato da una area pedonale lastricata. Sul lato Ovest si trovano due “Vele” che, aperte, coprono una area di 120 Mq. Sul lato Est un “giardino d’inverno“, una struttura in ferro e vetro di circa mq.125, è utilizzato come ingresso invernale, serra e può ospitare eventi più informali.

L’accoglienza

Due grandi parcheggi privati possono accogliere 75 e 160 autovetture

Storia

Edificio storico, edificato intorno al 1860 da Amerigo Antinori, Duca di Brindisi, per ospitare i cavalli del Re d’Italia Vittorio Emanuele II.

Ai tempi di Firenze Capitale (1865/1871) il trasferimento, nel periodo estivo, della corte reale da Firenze a Pisa San Rossore richiedeva ben due giorni e la prima tappa, dopo una intera giornata di viaggio, era proprio all’Antinoro.

Il progetto dell’edificio e dei viali attigui si deve allo studio dell’Arch.Poggi che ha curato la trasformazione di Firenze in capitale d’Italia.

Quando la Corte Savoia si è trasferita a Roma le Scuderie furono convertite alle esigenze della grande proprietà (1220 Ha), vi furono realizzati dieci tini per vino in Pietra Serena e, nel 1878 anche un frantoio per olio ancora oggi presente al suo interno.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la crisi della mezzadria e lo spopolamento delle campagne, l’edificio ebbe vari molteplici destinazioni d’uso  fin quando, nel 1994, dopo un profondo e attento restauro, tornò ai suoi antichi splendori e alla sua primitiva funzione, l’accoglienza.